Il tablet è al tavolo degli ufficiali di campo. E le statistiche?

Raccolta dati RimScoutUp su smartphone accanto al titolo dell’articolo

Settembre 2026, riunione dirigenti di una società giovanile. Ordine del giorno: chi porta il tablet al tavolo.

Perché da questa stagione il referto digitale è obbligatorio in tutti i campionati regionali, senior e giovanili, con la sola eccezione dell’Under 13 maschile e femminile. E il dispositivo su cui gli ufficiali di campo compilano il referto lo fornisce la società.

È un passaggio atteso da anni e va nella direzione giusta: fine dei fogli di carta, dei referti da ritirare, delle firme illeggibili. Alcuni Comitati Regionali — Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige — hanno anche acquistato i tablet per consegnarli gratuitamente alle società, proprio per evitare che la digitalizzazione diventi l’ennesimo costo.

Ma per chi organizza le partite c’è un effetto pratico di cui si parla poco. E riguarda direttamente chi le statistiche voleva iniziare a farle proprio quest’anno.

Cosa dice esattamente la norma

Vale la pena leggerla per quello che è, perché in giro circolano versioni diverse.

Le Disposizioni Organizzative Annuali 2026/27, all’articolo 55.9.4, dicono due cose:

  • tutte le società dei campionati regionali senior e giovanili, maschili e femminili, a eccezione dell’Under 13 M/F, dovranno utilizzare il Referto Digitale;
  • per una migliore applicazione del referto digitale è consigliato mettere a disposizione degli Ufficiali di Campo e dei segnapunti un tablet da almeno 10 pollici, con iOS 15 o successivo oppure Android 12 o successivo, e 3 GB di RAM (consigliati 4).

Quindi: l’obbligo è usare il referto digitale. Il tablet, nella norma nazionale, è una raccomandazione, non un obbligo.

Poi ci sono i Comitati Regionali

La DOA fissa il principio, l’organizzazione pratica la definiscono i Comitati. Ed è lì che il tablet smette di essere un consiglio e diventa una cosa da portare in palestra il sabato.

Diversi Comitati hanno chiesto alle società di consegnare agli arbitri o agli ufficiali di campo il dispositivo carico e con l’app aggiornata, di garantire una connessione stabile per scaricare e caricare i dati e di mettere caricabatterie e presa al tavolo. In diversi campionati minori, poi, il reperimento delle persone al tavolo resta a carico della società. Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige hanno invece acquistato i tablet e li consegnano gratuitamente alle proprie società.

Prima di organizzarsi conviene leggere la circolare del proprio Comitato, non quella di un’altra regione: su questo le indicazioni non sono uniformi.

Il problema che nessuno aveva previsto

Una società giovanile media non ha una flotta di dispositivi. Ha un tablet, spesso comprato apposta, a volte prestato da un dirigente.

Da quest’anno quel tablet è al tavolo. È collegato alla corrente, è aperto sul referto digitale, ci lavora sopra una persona per tutti i quaranta minuti, e non si muove.

Chi voleva anche raccogliere le statistiche tecniche della propria squadra — quelle che servono all’allenatore, che restano alla società, che raccontano la crescita dei ragazzi — si trova davanti a un conto semplice: serve un secondo dispositivo e una seconda persona. In un contesto dove già trovare la prima è il lavoro di tutta la settimana.

Il rischio è che la digitalizzazione del referto, che è una buona notizia, diventi per assurdo il motivo per cui una società rimanda ancora di un anno il lavoro sui dati.

La risposta: il telefono che hai già in tasca

Da oggi la raccolta dati di RimScoutUp si può fare da smartphone, oltre che da tablet e da PC.

Non è una versione ridotta: è la stessa partita, le stesse azioni, gli stessi numeri che si aggiornano in tempo reale. Si tocca la zona di tiro, si dice se è entrato, l’app chiede chi ha servito l’assist. Lo schermo è più piccolo, l’interfaccia è pensata per il pollice, il resto è identico.

Schermata di raccolta dati RimScoutUp su telefono
La stessa partita, sullo schermo che hai già. Dati della società DEMO, nomi di fantasia.

Il conto, quindi, cambia: il secondo dispositivo non va comprato. Ce l’ha in tasca chiunque sia in palestra.

La parte che risolve il problema vero

Il dispositivo però non era mai il vero ostacolo. Il vero ostacolo è la persona: quaranta minuti di attenzione continua, senza potersi alzare.

È l’obiezione che ci hanno fatto più spesso le nove società della stagione di test, e per un anno intero non abbiamo avuto una risposta che non fosse «organizzatevi in due». Adesso ce l’abbiamo.

Da oggi si può passare da un dispositivo all’altro a partita in corso. La raccolta si ferma su un device e riprende su un altro, dal punto esatto in cui era rimasta, senza perdere nulla.

Richiesta di passaggio della raccolta tra dispositivi
Il passaggio si conferma con un tocco, e riparte da dove era rimasto.

Cosa vuol dire in palestra:

  • il primo tempo lo fa un dirigente dal telefono, il secondo lo prende l’assistente dal tablet quando arriva;
  • la batteria scende sotto il dieci per cento e si passa al portatile nel time out;
  • chi rileva deve andare via al terzo quarto, e passa il testimone a chi resta;
  • il telefono squilla — perché i telefoni squillano — e si continua dal device di qualcun altro.

La raccolta smette di essere un incarico da quaranta minuti e diventa un turno. Come tutti gli altri compiti di una società, che nessuno fa mai da solo per l’intera durata di qualcosa.

E chi cede la raccolta continua a vedere i numeri

C’è una conseguenza che vale quanto il passaggio in sé.

Il dispositivo che lascia la raccolta non esce dalla partita: passa in Solo analisi. Resta collegato e continua a mostrare efficienza, quintetti, mappa di tiro e parziali aggiornati in tempo reale, semplicemente senza poter registrare azioni.

Messaggio: la raccolta è passata al tablet, qui restano le analisi
Chi non raccoglie continua a leggere.

Fino a ieri era un compromesso che dovevamo dichiarare: chi raccoglie i dati non può leggerli, perché guarda il campo e tocca lo schermo, e chi allena deve aspettare un time out per farsi passare il tablet. Con un dispositivo solo, le due cose si contendevano lo stesso schermo. Ne avevamo scritto parlando di cosa vede un allenatore mentre la partita è in corso.

Adesso no. Un dirigente registra dal telefono, l’allenatore tiene il tablet aperto sull’efficienza e non tocca niente. Sono due ruoli diversi con due schermi diversi, che è come funzionano tutte le panchine del mondo.

Tre precisazioni, perché è giusto dirle

Serve la connessione, per tutta la partita. RimScoutUp non funziona offline: i dati si sincronizzano mentre si gioca, ed è esattamente quello che permette a chi legge i numeri di vederli aggiornati e a chi rileva di cambiare dispositivo senza perdere niente. Va detto che la DOA impone la connessione wifi nell’impianto solo per i campionati nazionali e la Serie B Interregionale, quindi in molte palestre del giovanile la rete non è garantita. Dove il campo non prende, la soluzione pratica è la connessione del telefono: è bene verificarlo prima della gara, non dieci minuti dopo la palla a due.

RimScoutUp non c’entra con il referto federale. Non si integra con il referto digitale, non lo sostituisce, non lo compila. Sono due cose distinte e devono restare tali: il referto digitale è l’atto ufficiale della gara e risponde alla Federazione, RimScoutUp è l’analisi tecnica che resta alla società. Nessuno dei due può fare il lavoro dell’altro.

Il telefono non sostituisce il tablet per chi ha il tablet libero. Su uno schermo da dieci pollici si lavora meglio, si sbaglia meno, si vedono più cose. Il punto non è che il telefono sia meglio: è che adesso non è più una condizione necessaria avere un dispositivo dedicato per iniziare.

Quindi, per questa stagione

Se la vostra società quest’anno si è trovata con il tablet impegnato al tavolo e aveva messo da parte l’idea delle statistiche, l’ostacolo non c’è più. Serve una persona dello staff, il suo telefono, e volendo una seconda persona che si prenda il secondo tempo.

Richiedi una demo: trenta minuti, con dati di partite reali. I campionati sono appena iniziati — è il momento in cui iniziare a raccogliere ha ancora senso per tutta la stagione.