Quintetti +/-: come capire quali combinazioni funzionano davvero

Ogni allenatore ha le sue combinazioni preferite. Il quintetto che “sente” funzionare, quello che mette nei momenti chiave, quello che usa per iniziare la partita. Ma quanto funziona davvero quel quintetto? E soprattutto: lo sai con certezza, o lo intuisci?

Il plus/minus dei quintetti è uno dei concetti più potenti nell’analisi del basket. Ed è anche uno dei meno utilizzati nel settore giovanile italiano. Non perché sia complicato da capire — è semplicissimo — ma perché fino ad oggi era quasi impossibile da calcolare senza strumenti dedicati.

Cos’è il plus/minus di un quintetto

Il concetto è elementare. Prendi un gruppo di 5 giocatori che sono stati in campo insieme. Sommi i punti fatti dalla tua squadra mentre erano in campo e sottrai i punti subiti. Il risultato è il plus/minus di quel quintetto.

Se il tuo quintetto A (Rossi, Bianchi, Verdi, Neri, Gialli) è stato in campo per 8 minuti e in quel tempo la tua squadra ha fatto 14 punti subendone 6, il loro plus/minus è +8. Il quintetto B, con Blu al posto di Rossi, ha giocato 6 minuti: 4 punti fatti, 10 subiti, plus/minus -6.

Questo ti dice qualcosa che il tabellino individuale non può dirti: il quintetto A funziona, il quintetto B no. Magari Blu ha segnato 4 punti mentre Rossi ne ha fatti zero — ma quando Blu era in campo, la squadra andava peggio.

Perché nel giovanile è ancora più utile che nel professionismo

In Serie A, gli allenatori hanno staff tecnici che analizzano i video, analisti dedicati, software professionali. Le rotazioni sono studiate e codificate. Nel settore giovanile, le decisioni sulle rotazioni si prendono spesso “a sensazione”: quest’anno il coach sente che quella combinazione di cinque funziona, e la usa.

Il problema è che la sensazione è influenzata da mille fattori: l’ultimo canestro che ricordi, il giocatore che ti piace di più, la pressione dei genitori. Il plus/minus elimina tutto questo rumore. Ti mostra, su un campione di più partite, quali combinazioni producono risultati e quali no.

Per un allenatore del settore giovanile, questo significa poter rispondere con dati a domande concrete. Perché quel ragazzo gioca meno di quell’altro? Perché quando sono in campo insieme il quintetto prende 12 punti di scarto. Non è un’opinione — è un dato verificabile.

Un esempio pratico

Prendiamo una squadra Under 17. L’allenatore usa regolarmente 3 quintetti diversi durante la partita. Dopo 10 giornate di campionato, il plus/minus cumulato mostra questo:

Il primo quintetto, quello titolare, ha un plus/minus di +45 in circa 80 minuti totali. Il secondo quintetto, con due cambi dalla panchina, è a +12 in 60 minuti. Il terzo quintetto, che l’allenatore usa quando vuole far riposare il playmaker titolare, è a -28 in 50 minuti.

Quel -28 racconta una storia chiara: ogni volta che il playmaker esce, la squadra soffre. Ma non è colpa del sostituto — è la combinazione dei cinque che non funziona. Forse il sostituto del playmaker rende meglio con un’ala diversa al suo fianco. Il plus/minus non ti dice perché qualcosa non funziona, ma ti dice con precisione cosa non funziona. E da lì puoi partire per provare soluzioni diverse.

Come RimScoutUp lo calcola

L’allenatore non deve fare nulla di speciale. Durante la partita, l’operatore registra le sostituzioni e i canestri come farebbe normalmente. RimScoutUp tiene traccia di chi è in campo in ogni momento e calcola automaticamente il plus/minus di ogni combinazione.

A fine partita — e, ancora meglio, dopo un campione di partite — hai una classifica dei tuoi quintetti ordinata per rendimento. Nessun foglio Excel, nessun calcolo manuale, nessun video da riguardare.

Nella stagione di test 2024/25, questa è stata la funzionalità più citata dagli allenatori. Perché risponde a una domanda che ogni coach si porta a casa dopo la partita: quali cinque mettere in campo quando conta.

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